A scuola imparate a programmare il pc! – dal Corriere della Sera

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Il ministro dell’Istruzione presenta il progetto Miur “Programma il futuro”: “Il coding non è una materia specialistica per informatici, ma una competenza trasversale”

 

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Hadi Partovi (Code.Org): «L’Italia è tra i Paesi che hanno aderito con più entusiasmo all’ora di codice in classe. Il ministro: «il prossimo anno coinvolti un milione di studenti»

Trecentomila studenti, duemila scuole, 5mila insegnanti, un milione e 700mila ore di lavoro in classe: «L’Italia è uno dei Paesi che hanno risposto con più entusiasmo all’”Hour of Code”», la campagna per insegnare agli alunni i rudimenti della programmazione con il pc (coding) avviata dal Miur in collaborazione con il Cini (Consorzio interuniversitario) nel progetto «Programma il futuro».

E’ soddisfatto, Hadi Partovi, fondatore e amministratore delegato di Code.org, l’organizzazione che ha dato il la al progetto italiano, nata negli Stati Uniti intorno a una visione: che ogni studente possa godere dell’opportunità di imparare un linguaggio di programmazione, capire come funzionano i computer. «Un risultato straordinario, che mette l’Italia a fianco di Stati Uniti, Vietnam, Estonia per rapidità di crescita e livello di partecipazione».

Di più: Partovi sostiene che «anche se l’Italia non si pensa mai come un Paese leader», l’entusiasmo dimostrato indica che c’è grande apertura al nuovo. «Siete uno dei primi Paesi al mondo a sperimentare l’introduzione strutturale nelle scuole dei concetti di base dell’informatica attraverso la programmazione, usando strumenti che non richiedono abilità avanzate nell’uso del computer».

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Presidente programmatore

Professori e studenti di tutta la Penisola, da nord a sud, lo scorso anno si son impegnati a inventare video giochi a metà tra Angry Birds e zombie affamati; a sperimentare, inventare programmi, istruzioni per computer. Hanno costruito fiabe, imparato la geografia, riqualificato – per gioco – la piazza della propria città.

Qualche mese fa, a sostegno dell’iniziativa era sceso in campo il presidente Usa, Barack Obama. Aveva scritto qualche riga di codice, per dimostrare che tutti possono farlo, non si tratta di «cose da nerd», da geni informatici. E aveva invitato gli studenti americani a non acquistare videogiochi o scaricare app, ma a farli e disegnarli con le proprie mani.

(ndr. vedi la traduzione del messaggio di Obama alla Nazione nella presentazione Archimedea in occasione “Open Day dei corsi Archimedea 22 Nov. 2014)

coding obama

Un milione di studenti

Un messaggio andato a segno: «Quaranta milioni di studenti e insegnanti nel 2013, 100 milioni quest’anno, hanno partecipato alle lezioni gratuite, in tutto il mondo», calcola Partovi. Di più: 26 Stati americani hanno introdotto l’ora di codice nei curricola scolastici, la Gran Bretagna ha adottato l’ora di tecnologia in tutti i livelli di scuola, Francia e Germania vogliono inserirla nei loro programmi. E l’Italia inaugura oggi il secondo anno del progetto che – assicura il ministro, Stefania Giannini – «coinvolgerà un milione di studenti nel prossimo anno scolastico e nell’arco di cinque anni arriverà a 3 milioni, soprattutto nella primaria».
Le scuole potevano aderire al percorso base, che prevede una sola «Ora del codice o a uno più approfondito, di dieci ore. Non è un po’ poco?
«Certo, l’ideale sarebbe arrivare a 30-40 ore all’anno. Ma è importante provare, anche solo un’ora, per capire che programmare è divertente e anche semplice, come un gioco».7
Perché imparare a programmare è così importante?
«Perché i computer oggi sono ovunque, nel telefono che abbiamo in tasca, nell’auto che guidiamo. La tecnologia ci circonda e ha cambiato il mondo intorno a noi. E noi stiamo ancora insegnando ai nostri figli le scienze del ventesimo secolo, mentre dovremmo spiegargli non come usare la tecnologia, ma come partecipare».
Quali vantaggi può portare lo studio di questa disciplina nella vita dei giovani?

«Il pensiero computazionale aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere i problemi in modo creativo ed efficiente. I benefici si estendono a tutte le professioni, è utile per tutti. Quelli che vorranno avranno schiuse le porte dei mestieri meglio pagati, che sono anche quelli più richiesti. Ma tutti, avvocati, ingegneri, dirigenti d’azienda, medici, trarranno beneficio dal saper affrontare problemi complessi e ipotizzare soluzioni che prevedono più fasi di ragionamento e la collaborazione con altri. I ragazzi e gli insegnanti italiani hanno capito che sono in gioco il loro futuro e le opportunità economiche».

 

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