Industria 4.0 – I laboratori del futuro? I FabLab, qui con le stampanti 3D si crea di tutto

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Si chiamano Fablab e sono i laboratori del prossimo futuro, le fucine creative dell’industria 4.0.

Qui, attraverso le stampanti 3d si possono creare prototipi di ogni tipo, progettare i più disparati oggetti, dal frigorifero, al divano, allo scooter e così via.

Secondo uno studio del Censis su dati Make in Italy «Dallo smontaggio della città fabbrica alla nuova manifattura urbana», questi laboratori di fabbricazione digitale stanno prendendo piede in Italia e sono in crescita sui territori, anche se con una distribuzione disomogenea da comune a comune.

I FabLab attivi in Italia sono 115

Quest’anno se ne contano di attivi ben 115. La parte del leone, nella classifica di Make in Italy, la fanno le grandi città: Milano, Roma, Bologna, Napoli.

Non mancano, poi, le eccellenze anche nelle province più piccole. Un buon piazzamento se lo aggiudicano Modena e Treviso.

Completamente privi di Fab Lab risultano essere invece 36 comuni, di cui la gran parte localizzati nel Centro e del Sud Italia.
Ma a che servono nel concreto questi laboratori dove è possibile stampare dal nulla oggetti di consumo su scala limitata?
Per Luciano Mocci, presidente d’Innova Camera, potranno diventare un supporto strategico per l’industria 4.0. «Aiutano le imprese e le start up a digitalizzarsi e a sperimentare. In questi luoghi che dispongono di strumenti digitali sofisticati è possibile realizzare in maniera flessibile una vasta gamma di oggetti.

Se ne testa la funzionalità e poi si decide se è il caso di produrli su scala industriale». L’idea è, insomma, quella di mettere a disposizione della comunità imprenditoriale e non solo stampanti 3d e altri strumenti digitali di nuova generazione, non alla portata di tutti a causa dei costi elevati, per favorire l’innovazione.

I laboratori

«L’innovazione di prodotto non si fa più nei centri di ricerca o nelle imprese, ma in questi FabLab, laboratori creati da piccoli artigiani, dove attraverso strumenti digitali si sperimenta e si fa progettazione», spiega Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

«La particolarità di questi centri è che sono aperti al territorio, s’integrano nelle città e consentono a chiunque, anche agli studenti e alle start up, di progettare e fabbricare il prodotto in termini virtuali per poi venderlo magari a un’azienda che lo costruisce» .
Insomma, nell’era dell’industria 4.0 la progettazione diventa digitale ed esce dalle aziende per radicarsi nel tessuto urbano.

Link all’articolo integrale:http://corriereinnovazione.corriere.it/2016/10/24/i-laboratori-futuro-fablab-qui-le-stampanti-3d-si-crea-tutto-d3899f30-99d3-11e6-939e-ec3a0eea054f.shtml

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