Il segreto per crescere figli nell’era digitale? Mai smettere di giocare – via Wired.it

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Riportiamo di seguito un estratto di un articolo di Luigina Foggetti pubblicato sulla rivista Wired (una delle riviste italiane piu’ popolari in ambito di informazione su News e Approfondimenti su Web Tecnologia, Giochi e molto altro) riguardo un convegno tenutosi a Milano in occasione  Social Media Week.

wired foggetti

Nel Convegno si ribadisce il concetto principale che il gioco e’ un grande strumento di insegnamento, di coinvolgimento e di collaborazione dei ragazzi.

Il gioco permette di fare esperienze dirette, costruire, sperimentare, sbagliare quindi apprendere.

Ed e’ proprio questo l’obiettivo della Ludoteca Archimedea : avvicinare i bambini /ragazzi alle tecnologie digitali con il gioco, cioe’ agli strumenti che i ragazzi usano oggi per interagire e in futuro anche per lavorare, per diventare degli Artigiani Digitali!

Buona letttura!

[..] “I ragazzi sono pronti e allora dobbiamo esserlo anche noi adulti, genitori o insegnanti” rompe il ghiaccio Chiara Burberi, fondatrice di Redooc, la piattaforma web nativa digitale creata per studiare, ripassare e allenarsi sulla matematica delle scuole superiori.

I ragazzi devono percepire che le cose che imparano a scuola sono davvero utili nella loro vita. I ragazzi sono qui e ora. Sono pronti a imparare, e dobbiamo farlo con il loro linguaggio”.

È quello che ha avuto modo di scoprire durante i suoi laboratori nelle scuole Chiara, dove evita di utilizzare la parolagioco associata alla matematica davanti ai professori.E allora utilizza il termine sport, perché anche con la matematica ci si allena, perché si può competere, e non come geni solitari, ma collaborando, apprendendo con gli altri. In questo modo riesce a far sorridere i ragazzi di fronte la matematica, tanto che non vogliono uscire dalla classe quando suona la campanella.

Merito anche della grande passione che riesce a trasmettere per le discipline Stem (acronimo inglese che sta per : Science, Technology, Engineering, and Mathematics)

E i genitori? Complici o arbitri? Una cosa è certa secondo le relatrici di questo panel, non devono mai smettere di giocare.Fjona Cakalli, co-fondatrice di Tech Princess, ci racconta come siano stati proprio i suoi genitori a introdurla al mondo dei videogiochi regalandole molto piccola un Nintendo, e ancora adesso condividono insieme a lei questa passione.

[…]

È un peccato che l’età del gioco finisca con l’infanzia o l’adolescenza afferma Maria Xanthoudaki – direttore Education & CREI del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, e curatrice della Tinkering Zone – proseguendo il discorso. “Gli adulti dovrebbero avere esperienza diretta e non smettere mai di giocare. Ognuno di noi, qualsiasi età, dovrebbe essere in grado di avere una propria esperienza e quindi opinione di cos’è il gioco di oggi, mettere le mani sulle cose”.

E alla domanda sull’insegnamento della tecnologia risponde: “La tecnologia non è una materia, è uno strumento. La tecnologia ci consente di essere creatori di contenuti, non solo semplici fruitori. Tutti noi abbiamo conoscenze e misconoscente, abbiamo opinioni e possiamo contribuire anche noi attraverso la tecnologia condividendo con il resto della comunità. Siamo tutti esperti, a modo nostro portiamo conoscenza”.

Tutti d’accordo nel precisare che la tecnologia, quindi, è uno strumento e l’educazione al digitale non è l’educazione ai social media. “La mia autorevolezza non sta nelle mie competenze, ma nello stare affianco ai ragazzi e imparando a imparare sempre. Si deve scegliere se fare lo spettatore o fare il protagonista. Imparare ad apprendere, decidere da soli cosa fare, non aspettare che qualcuno ci dica cosa fare, ci insegni. Offrire delle possibilità, questa è la sfida di noi adulti”, è ancora Barbara Laura Alaimo a mettere il focus sulla parola educazione, piuttosto che su digitale.

[…]

In panel si conclude parlando di competenze del futuro, creatività, flessibilità, imprenditorialità, collaborazione, il poter crearsi delle stazioni nuove senza paura. E a una domanda del pubblico sulla cattiva maestra tecnologia Barbara risponde “Occorre crescere una persona integrale: videogioco, sport e aria aperta. Difficile da gestire come genitore, ma anche doveroso. La tecnologia non toglie tempo ad altre cose, ne è un arricchimento. Vince l’et et e non l’aut aut.

leggi l’articolo di Luigina fuggetti http://www.wired.it/internet/social-network/2015/02/24/segreto-crescere-figli-era-digitale/

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