Bambini, nativi digitali – via Huffingtonpost.it

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I bambini di oggi sono sempre più 2.0, nativi digitali, e utilizzano con maggior frequenza computer, tablet e smartphone.

Tutto questo non passa inosservato a nessuno.

Figuriamoci a quei genitori che, vedendo da vicino i propri figli, assistono con legittimo stupore alla rapida acquisizione di nozioni su cui, persino loro, avrebbero avuto non poche difficoltà.

I nostri figli sono svegli, rapidi nell’interazione, acquisiscono più facilmente di noi e, soprattutto, essendo bambini, non pongono limiti alla propria curiosità. Inoltre, dettaglio non da poco, sono più informatizzati di quanto lo fossimo noi alla loro età.
Hanno mezzi che noi non avevamo. Hanno una mente elastica e creativa, e all’occorrenza dimostrano di possedere anche un’ottima padronanza degli strumenti tecnologici. Il che, se ci pensate bene, è perfettamente logico: l’informatica è un linguaggio, e il linguaggio – prima di tutto – si assorbe.

L’esempio più semplice è anche il più diffuso: date ad un anziano uno smartphone e lui, per prima cosa, vi chiederà dove sono i tasti. Date ad un bambino un cellulare di vecchia generazione e lui toccherà lo schermo pensando che sia touch (e naturalmente vi chiederà perché il dispositivo che gli avete dato non funziona).

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