Scienza, tecnologia e non solo: il futuro fa rima con Stem

L’Italia è uno dei Paesi con la quota più bassa di spesa per l’istruzione rispetto al Pil. Eppure, il mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro non è solo una questione di investimenti, ma anche di scelta del percorso di studi, come dimostrano le tante opportunità per i laureati Stem

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Pensiamo ad esempio alle discipline raccolte dall’acronimo Stem, ossia scienze, tecnologie, ingegneria e matematica. I laureati e i diplomati in queste materie rappresentano oggi per le aziende dei veri e propri tesori, in virtù di competenze preziose in tutti i settori per competere nell’era digitale. Secondo lo stesso rapporto, in Italia gli studenti Stem hanno davanti a sé la prospettiva di un ingresso nel mondo del lavoro molto più agevole, con un tasso di occupabilità superiore all‘85%. Non solo. L’ultimo studio del Consorzio interuniversitario Almalaurea sottolinea un vantaggio anche economico: a cinque anni dal titolo, i laureati in discipline tecnico-scientifiche dichiarano di percepire una retribuzione mensile netta media di 1.571 euro (il 16,4% in più rispetto ai non-Stem che in media guadagnano 1.350 euro).
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Avvicinare i bambini alla scienza
Ricerche indipendenti hanno confermato che la probabilità di intraprendere percorsi di studio orientati alle Stem è più alta fra coloro che hanno avuto la possibilità di approcciarsi alle materie scientifiche e tecniche già durante l’infanzia e i primi anni di scuola. È questo il punto di partenza di “Ricercamondo” del gruppo tedesco Henkel, un progetto nato nel 2011 e portato in Italia nel 2016 con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a queste discipline, lavorando in particolare con la scuola primaria

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